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I Gruppi Archeologici d’Italia (G.A.I.) sono un'associazione di volontariato che, attraverso i suoi gruppi presenti in tutto il Paese, si occupa della tutela, della valorizzazione e della salvaguardia del patrimonio storico, archeologico e più in generale culturale del nostro Paese, collaborando con le Istituzioni preposte.
Essi nascono a Roma il 6 dicembre 1965 per volontà dell’intellettuale giornalista Ludovico Magrini (Viterbo 1937 – Roma 1991), dopo l’entusiasmante esperienza del G.A.R. (Gruppo archeologico romano), fondato il 23 ottobre del 1963, e il profetico progetto del CIRA (Centro Italiano Ricerche Archeologiche), organizzazione a carattere nazionale, articolata in gruppi archeologici autonomi. Nonostante l’impossibilità, da parte dei volontari di accedere alle attività di scavo vero e proprio – si susseguirono scoperte importantissime e interventi che spesso riuscirono a frenare il dilagare dell’abusivismo edilizio e contrastare l’attività degli scavatori clandestini. Così, ben presto, i Gruppi Archeologici divennero una delle maggiori associazioni nazionali nell’ambito del volontariato rivolto ai beni culturaliSoprintendenze Archeologiche, distribuite in tutto il territorio italiano. Quest'attività è stata finalizzata alla valorizzazione dellearee indagate, così da renderle fruibili dall'intera collettività. Altra attiva collaborazione è quella con la Protezione Civile nell'opera di recupero delle evidenze archeologiche danneggiate da calamità naturali. Inoltre, grazie alla proficua collaborazione tra Magrini e il Ministero degli Esteri, negli anni Settanta i Gruppi Archeologici entrano a far parte delle associazioni ammesse agli scambi giovanili patrocinati dal MAE, che offrono ai membri dell’associazione occasioni di studio e conoscenza di realtà archeologiche e museografiche straniere. Il panorama estero si amplia nel 1989, quando diverse associazioni archeologiche italiane e straniere, unitamente fondano il Forum Europeo delle Associazioni Archeologiche, che istituirà un ufficio di coordinamento delle attività a livello europeo.
Il logo, simbolo distintivo dei Gruppi Archeologici d’Italia, rappresenta un guerriero, munito di lancia ed in lotta con un cinghialeed un toro. Tale scena riprende fedelmente la decorazione di un braciere. Questa era posta sull’orlo del recipiente ed era stata impressa nell'argilla prima della cottura, mediante un rullo cilindrico. Il braciere fu rinvenuto nel 1963 nel dromos di una tomba etrusca, nel territorio di Veio, durante un intervento di ripulitura ad opera del neo-nato Gruppo Archeologico Romano sotto la direzione di Ludovico Magrini. I Gruppi Archeologici d'Italia da sempre hanno condotto attività di ricerca archeologica in collaborazione con le Soprintendenze Archeologiche, distribuite in tutto il territorio italiano. Quest'attività è stata finalizzata alla valorizzazione delle aree indagate, così da renderle fruibili dall'intera collettività. Altra attiva collaborazione è quella con la Protezione Civile nell'opera di recupero delle evidenze archeologiche danneggiate da calamità naturali. I G.A. d'Italia sono regolati da uno statuto formalmente registrato. Essi si articolano in Gruppi distribuiti su tutto il territorio nazionale e complessivamente contano circa tremila soci, che espletano la loro attività sociale operando in convenzione con le Soprintendenze, i Musei e le Istituzioni locali e producendo significative attività culturali in tutte le regioni d'Italia. I G.A. d'Italia sono iscritti al Centro Nazionale del Volontariato e sono stati i promotori ed i fondatori del Forum Europeo delle Associazioni per i Beni Culturali e di Koiné – Federazione delle Associazioni Archeologiche del Bacino del Mediterraneo.
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